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100X100 CAVESE di Fabrizio Prisco: STORIA DI ASTUZIE, GOL E RAGGIRI

Valenza è una piccola cittadina piemontese in provincia di Alessandria, situata alla destra del Po, a ridosso delle colline del Monferrato e a pochi chilometri tra la Lomellina e la provincia di Pavia. Dalla fine dell’Ottocento, Valenza si è affermata come uno dei più importanti centri in Italia per la lavorazione artigianale dell’oro e dei gioielli. Ancora oggi gran parte dell’economia dell’area e della città ruota attorno alla produzione e al commercio dei preziosi. Come nelle vicine Alessandria, Vercelli, Casale e Novara, il celebre quadrilatero del football dei pionieri, anche a Valenza nei primi anni venti si giocava a calcio. La squadra locale, fondata nel 1906, subito dopo la Grande Guerra si barcamenava tra Prima e Seconda Divisione. Il 15 gennaio 1922 il portiere dell’U.S. Valenzana, Clemente Morando, era stato addirittura convocato in Nazionale in occasione dell’incontro con l’Austria disputato dagli azzurri al Velodromo Sempione di Milano. Insieme a Morando, l’U.S. Valenzana aveva in rosa un altro portiere molto forte, un certo Pasquarelli. Estremo difensore dotato di una presa ferrea e di un notevole colpo d’occhio tra i pali e nelle uscite, Pasquarelli, per il campionato di Prima Divisione 1924/25 ormai alle porte, era stato ingaggiato dall’Internaples. Ma con grande stupore una mattina ricevette a Valenza la visita di un paio di emissari di un’altra squadra campana, l’U.S. Cavese di Cava de’ Tirreni. Si trattava del Cavalier Eugenio Coppola, Presidente del Comitato Regionale nonché massimo esponente del club aquilotto, e del Commendator Marra, suo amico napoletano, commerciante orafo e cliente di vecchia data degli artigiani di Valenza. Cosa erano andati a fare in treno in Piemonte Coppola e Marra, nottetempo e in gran segreto?
Dopo aver appreso nel corso di una serata al Circolo Canottieri Savoia di Napoli del colpo di mercato dell’Internaples, Coppola si era messo in testa di soffiare ai rivali partenopei l’esperto numero uno per rinforzare ulteriormente la Cavese. La strategia era chiara. Accompagnato dal fido Marra che conosceva molto bene Valenza, i due avrebbero provato a convincere Pasquarelli e poi lo avrebbero condotto all’Hotel Cappuccini di Amalfi, dove il pipelet sarebbe rimasto nascosto nell’attesa del parere favorevole sul suo tesseramento da parte del Comitato campano. Sembrava un’impresa impossibile, anche perché Pasquarelli avrebbe dovuto rinunciare all’accordo con l’Internaples, per scegliere di giocare in una piccola e sconosciuta città di provincia. Ma Coppola, da dirigente federale, seppe toccare le corde giuste e riempire come si deve le tasche dell’estremo difensore e la Cavese ebbe così il rinforzo di spessore e di esperienza che cercava per affrontare con fiducia il nuovo campionato.
Per iscriversi alla Prima Divisione Campana del 1924-25 ci vollero ben 2650 lire. Insieme alla Cavese, solo tre formazioni riuscirono a racimolare la somma necessaria: Savoia, Salernitana e Internaples. Stabia e Bagnolese rinunciarono, e la Cavese proprio dalla Bagnolese ingaggiò Zita, Polisano, Piccolo e Parodi. Per rimpinguare il reparto offensivo Coppola e la società metelliana misero a disposizione del direttore tecnico Alberto Accarino anche due stranieri della scuola danubiana, all’epoca molto in voga nel vecchio continente: l’ungherese Majer ed il boemo Stejskal. Le vittorie in amichevole a Bari sulla Liberty (1-0) e a Messina per 3-1 sull’U.S. Messinese dimostrarono ai tifosi e agli addetti ai lavori che la Cavese era una squadra molto competitiva e che era una delle più accreditate per arrivare prima o seconda nel girone e centrare la qualificazione alla fase interregionale. Pasquarelli era la classica ciliegina sulla torta, ma non poté scendere in campo all’esordio in campionato contro la Salernitana. Al suo posto giocò l’incerto Vescovi.
In un Campo Arena gremito fino all’inverosimile, il 7 dicembre 1924, la Cavese affrontò la Salernitana con il seguente undici: Vescovi; Zita, Roncali; Fracchia, Piccolo, Parodi; Guasco, Polisano, Majer, Stejskal, Rastelli. La gara fu diretta dall’avvocato Ambrosini di Milano, che negli anni Quaranta sarebbe diventato un giornalista di rilievo e sarebbe finito a dirigere persino la Gazzetta dello Sport. Gli aquilotti vinsero senza problemi con un netto 3-0, grazie a una tripletta di Stejskal, autentico fuoriclasse del team metelliano, spietato in area di rigore ma generoso come pochi quando si trattava di dare una mano anche nei ripiegamenti difensivi. Sette giorni dopo ancora al Campo Arena la Cavese avrebbe dovuto affrontare il forte Savoia di Torre Annunziata, ma l’arbitro Caroncino di Roma non si presentò, e la gara fu rinviata. Per onorare il folto pubblico presente le due società diedero vita ad un’amichevole. Pasquarelli esordì in maglia biancoblù e si fece subito apprezzare per i suoi interventi sicuri e temerari allo stesso tempo. “Il prezioso portiere valenzano, requisito in maniera romanzesca, era venuto in buon punto a colmare il vuoto della difesa”, si leggeva sulle cronache locali. Inutile dire che in breve tempo Pasquarelli divenne uno dei beniamini della calorosa tifoseria metelliana.
Alla terza giornata, il 18 gennaio 1925, lo scontro diretto con l’Internaples al Campo Arena terminò 1-1. Già in passato le sfide con i napoletani erano state piuttosto turbolente, sia in campo che al di fuori del rettangolo di gioco. Anche stavolta, a fine partita, purtroppo si registrò una mini invasione dei tifosi di casa. A farne le spese fu il Presidente della Lega Sud, il dottor De Rosa, aggredito da uno sconsiderato. Il Campo Arena fu squalificato fino al 30 giugno 1925 e la Cavese dovette disputare le successive partite in campo neutro. La squadra non sembrò risentirne, anche perché nel recupero della partita contro il Savoia, la domenica successiva, Pasquarelli e compagni surclassarono per 2-0 i biancoscudati, ottenendo una vittoria di prestigio, buona per la classifica e per il morale. Alla fine del girone d’andata la Cavese era addirittura in vetta con cinque punti, seguita dal Savoia con quattro e dall’Internaples con tre, mentre la Salernitana era ancora ferma a zero punti.
Nel derby di ritorno il 25 gennaio 1925, al Piazza D’Armi di Salerno, i granata a sorpresa si imposero per 2-0, ma i dirigenti della Cavese sentirono puzza di bruciato. La Salernitana infatti, aveva schierato Umaschini e Florio sotto i falsi nomi di Masoero e Serra, oltretutto già tesserati per un’altra società, la Vigevanese. La Cavese presentò prontamente ricorso, lamentando inizialmente che le porte del campo sportivo salernitano non fossero regolamentari. La gara persa all’Oncino contro il Savoia per 1-0 e il pareggio (1-1) sul campo dell’Internaples furono disputate in attesa delle decisioni della giustizia sportiva. Al termine del campionato la classifica finale qualificava al girone successivo il Savoia (nove punti), e l’Internaples (sette punti), mentre venivano eliminate la Cavese terza a quota sei e la Salernitana ultima a quota due. La Lega Sud respinse il reclamo. Ma la Cavese non si diede per vinta e si rivolse alla Presidenza Federale di Torino. Il Cavalier Eugenio Coppola, il consigliere Pasquale Amabile e il direttore tecnico Alberto Accarino si misero in viaggio per il Piemonte dove scoprirono l’inganno delle false generalità dei calciatori salernitani e presentarono immediatamente un contro ricorso circostanziato. Il consiglio federale diede ragione agli aquilotti: la partita vinta dalla Salernitana fu annullata, ma al club granata venne riconosciuta la buona fede e si decise che il derby dovesse essere rigiocato il 29 marzo 1925. Quel giorno però, per protesta o per evitare semplicemente una brutta figura al cospetto dei più quotati rivali, la Salernitana non si presentò in campo e la Cavese vinse 2-0 a tavolino. Da Cava circa duecento tifosi seguirono i biancoblù nella trasferta tanto attesa che sancì, in ogni caso, il sorpasso in classifica sull’Internaples e il passaggio, per la prima volta, alle semifinali interregionali. La notizia fu accolta con grande giubilo tra gli sportivi metelliani. La passione per il calcio sotto i portici ormai aveva già contagiato tutti.
La seconda fase del campionato della Lega Sud fu molto articolata. Le otto squadre qualificate furono inserite in due gironi di quattro squadre: Anconitana, Lazio, Savoia e Pro Italia di Taranto finirono nel girone A; Liberty Bari, Alba Roma, U.S. Messinese e Cavese nel girone B. Le vincenti si sarebbero sfidate nella finale e, successivamente, la migliore compagine della Lega Sud avrebbe incrociato i tacchetti nella finalissima con una tra Genoa e Bologna che avevano dominato i rispettivi raggruppamenti della Lega Nord. A Cava qualcuno sognava già di cucire sul petto lo scudetto che dall’anno precedente, per decisione della Federazione, fregiava la maglia dei Campioni d’Italia. E in effetti gli aquilotti iniziarono il girone di semifinale con due prestigiosi successi, alimentando l’entusiasmo dei tifosi più arditi. Il 19 aprile del 1925 la Cavese superò per 3-1 l’U.S. Messinese, mentre sette giorni dopo violò di misura il terreno di gioco della Liberty Bari, grazie all’ennesima prodezza di Stejskal. Il 3 maggio i biancoblù si presentarono a punteggio pieno a Roma per affrontare la corazzata Alba, anch’essa a quota quattro in classifica, in virtù dei successi su Liberty e Messinese conquistati piuttosto agevolmente dai fortissimi romani.
Da Cava si misero in viaggio alla volta della Capitale decine e decine di appassionati per prendere parte all’evento. L’imponente Stadio Nazionale di Via Flaminia, inaugurato il 10 giugno 1911, quel giorno ospitò fra le gradinate popolari una rumorosa rappresentanza del tifo metelliano. L’Alba Roma, allenata da Piselli, scese in campo con Zancanaro; Corbione, Mattei; Rovida, Berti, Delle Fratte; Lo Prete, Scioscia, Degni, Schrot, Ziroli. L’U.S. Cavese rispose con il suo undici tipo: Pasquarelli; Zita, Roncali; Parodi, Fracchia, Piccolo; Guasco, Polisano, Stejskal, Mayer, Rastelli. Il direttore tecnico Accarino e i dirigenti cavesi speravano in una prova d’orgoglio dei loro uomini, ben coperti alle spalle da Pasquarelli, che in tutto il campionato aveva fatto il diavolo a quattro ed era stato spesso insuperabile. Le cose però non andarono come previsto.
Non appena il direttore di gara, il signor Curini di Ancona, diede inizio alle ostilità, i dirigenti e i tifosi al seguito dell’U.S. Cavese notarono in più di una circostanza come Pasquarelli non fosse in giornata di grazia. Il portiere appariva svagato, lontano parente del baluardo che fino a quel momento era stato uno dei migliori del torneo. L’Alba si portò in vantaggio nel primo tempo con un gol di Scioscia e la colpa, secondo l’inviato de “Il Mezzogiorno” fu chiaramente di Pasquarelli che “non parò un facile pallone”. Nella ripresa l’U.S. Cavese venne letteralmente travolta dai romani che andarono a segno con Degni, Lo Prete, Schrot e ancora con Scioscia. Il pesante 5-0 spianò all’Alba Roma la strada verso la finale della Lega Sud, ma in casa metelliana molti si insospettirono per l’atteggiamento arrendevole del portiere e di qualche altro elemento, che nei secondi quarantacinque minuti “avevano ceduto quasi senza difendere fino all’estremo l’onore delle proprie maglie”.
Nelle successive partite del girone di semifinale la Cavese pareggiò 0-0 allo stadio Enzo Geraci di Messina e sconfisse 2-0 a tavolino la Liberty, rea di non aver coperto in tempo un debito di oltre duemila lire nei confronti della Federazione. All’ultima giornata, il 24 maggio 1925, gli aquilotti, scontata la lunga squalifica, tornarono a giocare al Campo Arena in una gara ormai inutile contro la capolista Alba Roma che, forte dei tre punti di vantaggio, aveva già in tasca la qualificazione per la finale di Lega Sud. Davanti ad una folla incredibile di appassionati, le due squadre diedero vita ad una autentica battaglia. La Cavese, che si presentò sul rettangolo di gioco indossando un elegante accappatoio, avrebbe voluto vendicare il tracollo dell’andata, ma i capitolini non ci stavano a perdere in nessun modo. Dopo un primo tempo tiratissimo, la partita si sbloccò all’inizio della ripresa: dopo un giro di lancette Stoppoloni con un preciso rasoterra bucò Pasquarelli, ancora una volta apparso troppo ossequioso al cospetto dei romani. Otto minuti dopo Rastelli, con un bolide dei suoi, fulminò nell’angolo destro Zancanaro e siglò il meritato pareggio. L’1-1 non cambiò più fino al termine della contesa. La Cavese chiuse in nove per l’infortunio di Parodi, costretto ad alzare bandiera bianca a venti minuti dal termine per una forte slogatura, e per decisione dell’arbitro Senes che, in seguito ad una scorrettezza, pose anzitempo Rastelli fuori dal campo. A quei tempi non c’erano ancora né i cartellini, né le sostituzioni, ma i biancoblù in doppia inferiorità numerica strinsero i denti per difendere il risultato ed evitare la sconfitta. Tuttavia l’esclusione di Rastelli scaldò notevolmente gli animi sugli spalti e a fine partita il direttore di gara fu aggredito da un socio dell’U.S. Cavese, riportando qualche escoriazione. Il fatto gravissimo, che bissava quello del 18 gennaio quando al termine del match con l’Internaples ad avere la peggio era stato il Presidente della Lega Sud De Rosa, non poteva non avere conseguenze.
Temendo una nuova squalifica del Campo Arena, e considerando il notevole esborso economico della stagione ormai conclusa, molti dirigenti, in primis il Cavalier Eugenio Coppola, decisero di abbandonare l’U.S. Cavese. E mentre l’Alba Roma si apprestava a giocare e vincere la finale di Lega Sud contro l’Anconitana, prima di perdere nettamente la doppia sfida scudetto con il Bologna, nuvole nere cariche di pioggia si addensavano sulle sorti della nostra squadra. La situazione precipitò all’improvviso. Il colpo di grazia lo diede il cassiere della società aquilotta, un dipendente della ditta Trezza di Verona già responsabile degli uffici del dazio di Cava de’ Tirreni, che un giorno salutò tutti e scappò con il denaro delle casse del club. La Cavese, in realtà doveva a questo distinto gentiluomo una cospicua somma che egli stesso aveva anticipato per portare a termine il campionato, e per questo i dirigenti rinunciarono a sporgere denuncia. Ecco perché il 31 luglio del 1925, tristemente, il vessillo della Cavese fu ammainato e i dirigenti rimasti non rinnovarono l’iscrizione al campionato di Prima Divisione. Al termine di una stagione così esaltante gli aquilotti uscivano tristemente di scena. Dopo un anno di pausa sarebbero poi ripartiti dalla Seconda Divisione, ma senza squilli di tromba.
Tutti i calciatori furono inseriti nelle liste di trasferimento e lasciarono Cava de’ Tirreni per accasarsi altrove. Soltanto il prode Pasquarelli sembrò non risentire eccessivamente della crisi dell’U.S. Cavese, perché non appena ritornò in Piemonte, per darsi un tono, acquistò una costosissima Lancia Ardea. Con quali soldi, vi chiederete voi. Beh, diciamo che il sospetto che il portiere valenzano avesse ricevuto una cospicua somma di denaro dall’Alba Roma era già balenato nelle mente di tutti fin dalla gara del 3 maggio, terminata sul 5-0 per i capitolini. Non dimentichiamo che lo stesso Pasquarelli aveva già dimostrato di essere sensibile al “vil denaro”: sempre per soldi aveva rinunciato all’offerta dell’Internaples e si era accordato in extremis con l’U.S. Cavese, accettando la corte del Cavalier Coppola. Molti mesi dopo, l’estremo difensore ammise la “combine”, ma ormai la frittata era fatta. Fu una macchia nella carriera di un atleta così valoroso che sarebbe potuto entrare in pompa magna nella storia della Cavese e che invece, cedendo alla tentazione, scelse di finire nell’oblio come colui che ci tradì. Fu una beffa per i dirigenti aquilotti, che furono raggirati nel momento decisivo proprio dal loro uomo migliore, sul quale avevano puntato senza indugio, salendo in treno a Valenza per ricoprirlo d’onori e gloria. Anche il calcio delle origini, purtroppo, aveva i suoi lati oscuri.

Fabrizio Prisco

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TRASFERTA LIBERA PER SIRACUSA: MODALITÀ DI ACQUISTO

Dopo l’ok del GOS inizia la prevendita, senza limitazioni, per il settore ospiti dello stadio Nicola De Simone di Siracusa per i nostri tifosi: calcio d’inizio ore 14:30 di sabato.

I biglietti potranno essere acquistati solo ed esclusivamente in prevendita fino alle ore 19 di venerdì 2 novembre.

Il punto vendita del circuito GO2 a Cava de’ Tirreni, è la Cartoleria Tirrena: prezzo del tagliando Curva Est è di 7 euro, comprensivo dei costi di prevendita.

Non sarà possibile acquistare biglietti della Curva Est  “settore ospiti” il giorno stesso della partita e al momento dell’accesso allo stadio dovrà essere esibito, unitamente al biglietto,
obbligatoriamente, un documento di
identità personale.

 

Ufficio Stampa Cavese 1919 srl

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ARACE DI LUGO DI ROMAGNA PER SIRACUSA-CAVESE

Per la partita di sabato alle ore 14:30 al De Simone di Siracusa è stato designato il signor Mario Davide Arace della sezione AIA di Lugo di Romagna.

Gli assistenti saranno Orazio Luca Donato della sezione AIA di Milano e Gabriele Bertelli della sezione AIA di Busto Arsizio.

Ufficio Stampa Cavese 1919 srl

 

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DOPPIA SEDUTA DIVISA TRA PREGIATO E STADIO OGGI

Come da programma settimanale, gli aquilotti hanno svolto una doppia seduta di allenamento. Il gruppo ha lavorato questa mattina al Desiderio di Pregiato e nel pomeriggio al Simonetta Lamberti: aggregati anche questa settimana Dibari e Ferrara della Berretti.

Hanno lavorato con il gruppo Palomeque e Logoluso, solo terapie per Fella che ha rimediato una distorsione alla caviglia destra nella gara con il Trapani.

 

Ufficio Stampa Cavese 1919 srl

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CAMBIA L’ORARIO A SIRACUSA IN CAMPO ALLE 14:30

La Lega, vista la richiesta avanzata dalla società Cavese, in relazione ad esigenze organizzative, a ratifica degli accordi intercorsi tra le società interessate, ha disposto che la gara indicata in oggetto SABATO 3 NOVEMBRE 2018, Stadio “Nicola De Simone”, Siracusa, abbia inizio alle ore 14.30, anziché alle ore 16.30

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OGGI SI PREPARA LA TRASFERTA DI SIRACUSA

Torna ad allenarsi dalle ore 15 di oggi la squadra agli ordini di mister Modica al Simonetta Lamberti.

Favasuli e compagni inizieranno a preparare la trasferta di sabato al Nicola De Simone contro il Siracusa.

Il programmma degli allenamenti prevede domani una doppia seduta (9:30 Pregiato-15 stadio), mercoledì mattina a Pregiato e giovedì mattina allenamento stadio a porte chiuse e partenza per il ritiro in Sicilia.

Ufficio Stampa Cavese 1919 srl

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UNDER 15 E 14 REG VITTORIOSE. RINVIATE LE GARE CON LA TERNANA

Continua il weekend “perfetto” per la Cantera Biancoblu che oggi aggiunge altri due successi ai tre di sabato. Rinviate dalla Lega le gare contro la Ternana per U17 e 15 Nazionali. 

Vince l’U15 Regionale allenata da Menza che con grande grinta e cuore battono per 4-3 la quotata Mariano Keller con le marcature di Longobardi, Falco, Galano e Perrotta

Altra vittoria di giornata per l’Under 14 Regionale diretta da Gianluca Landri che, a Quarto, vince per 1-0 con gol di Fraciello al 15′ contro l’Alma Verde. 

Domani chiudere la settimana l’Under 17 Regionale di mister Santoro impegnata al Desiderio di Pregiato alle 16:30 contro la Pro Vives Calcio. 

Amichevole giocata ieri: Agrese-Cavese U13 Pro 3-0

UNDER 14 REGIONALE

Ufficio Stampa Cavese 1919 srl

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BERRETTI COLPO GROSSO CONTRO LA PAGANESE. VITTORIA E RISCATTO JUNIORES

Inizia alla grande il weekend del settore giovanile biancoblu con le vittorie di Berretti, Juniores e U16 Regionale.

Colpaccio della Berretti allenata da Sandro Luciano che vince per 4-2 sul campo dei campioni in carica della Paganese a Volla. I gol portano la firma di Di Dato, Guida, Nicodemo e Dibari. 

Pronto riscatto per la Juniores Nazionale che, in casa al Desiderio di Pregiato, batte per 3-2 il Rotonda: marcatori di giornata Pizzo dagli 11 metri, Guarracino e Maistro.

Vincente anche l’Under 16 Regionale impegnata in trasferta a Sant’Antonio Abate contro l’Olimpia per 6-1: doppietta di Rega, Puzone, Scermino, Vergara e Sperante. 

 

 

Ufficio Stampa Cavese 1919 srl

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UN GOL DI FELLA MANDA KO LA CAPOLISTA TRAPANI

Cavese: Vono; Lia (68′ Manetta), Silvestri, Bruno, Licata (78′ Inzoudine); Tumbarello, Migliorini, Favasuli; Rosafio, Sciamanna (70′ Bettini), Fella (78′ Agate). All.: Giacomo Modica A disp.: De Brasi, De Rosa, Mincione, Buda, Flores Heatley, Landri, Zmimer, Nunziante.

Trapani: Dini; Scrugli, Mulè, Ramos, Joao da Silva; Aloi (75′ Toscano), Corapi, Taugourdeau; Evacuo (62′ Nzola), Tulli (55′ Costa Ferreira), Golfo. All. Vincenzo Italiano. A disp.: Kucich, Ingrassia, Culcasi, Girasole, D’Angelo, Dambros, Mastaj.

Arbitro: sig. Luca Zufferli Udine

Marcatori: 51′ Fella

Ammoniti: Evacuo, Taugourdeau, Da Silva (T), Rosafio (C)

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AMARCORD IN BIANCOBLU: CAVESE-TRAPANI

E’ lunga la storia dei confronti tra Cavese e Trapani nel corso delle stagioni calcistiche. Il blasone la fa da padrone tra due squadre del sud Italia che tanto hanno onorato il gioco del calcio. Le squadre incrociarono le proprie ambizioni per la prima volta nel Campionato di IV Serie del 1952/53. La Cavese allenata da Antonio Nonis vinse per 2-1 sul terreno di casa ed alla fine della stagione avrebbe raggiunto un onorevole 6° posto finale. La sfida si sarebbe poi ripetuta nel 1954/55, ancora per il Campionato di IV Serie e la Cavese tra le mura amiche non andò oltre l’1-1.
Un ulteriore ed avvincente capitolo sarebbe stato riscritto nel 1977/78 nella Serie C prima della riforma. La Pro Cavese di Pietro Fontana, che sarebbe poi stato esonerato nel corso di quel campionato per far posto a Corrado Viciani, pareggiò 0-0 sul terreno del Comunale in una fase della stagione molto delicata per le sorti dei biancoblù. Al termine del campionato la Pro Cavese avrebbe comunque guadagnato un ottavo posto l’ultimo disponibile) nella nuova Serie C1 proprio ai danni del Trapani con un solo punto di differenza.

Cavese e Trapani si sarebbero poi affrontate nuovamente nel 1986/87 in Serie C2 e alla penultima giornata gli aquilotti ospitarono il Trapani sul neutro di Solofra prevalendo di misura con rete del giovane Tavella. Il Simonetta Lamberti era indisponibile per preparare al meglio il concerto dei Duran Duran. Nel torneo successivo, invece, la Cavese prevalse ancora e per 2-1 con doppietta di Riccardo Pecchi, uno dei pochi a salvarsi in quel campionato disastroso insieme al portiere Massimo Assante. Nel 1988/89 la Cavese a sua volta non andò oltre un pareggio a reti inviolate e fu il quarto consecutivo senza gol in quella fase della stagione, destando non poche perplessità a Santin e soci. Nel 1989/90 invece le due squadre si affrontarono alla prima di campionato, peraltro sul neutro di Formia. Il Simonetta Lamberti era squalificato per i duri scontri nel derby di Coppa Italia contro la Salernitana. La Cavese vinse 4-3, con rigore di Mastalli Ennio, ex Catania ma anche ex-Bologna e Lecce che arrivò a Cava grazie alle buone conoscenze di Santin, quindi gol del compianto Del Vecchio (terzino sinistro che Santin pescò dall’Afragolese), di Del Rosso e di Carafa.
Poi il Trapani ritornò a Cava de’ Tirreni nel 1997/98. Finì 1-1 e la Cavese acciuffò il pareggio proprio all’ultimo minuto con un gran tiro dalla distanza di Donato Amato, piccolo centrocampista pescato nel Giulianova e dotato di una precisa conclusione da fuori area. Nel 1998/99 Cavese-Trapani fu il match conclusivo della stagione che si chiuse con un pareggio per 1-1, gol di Roberto Ria per la Cavese. Nel 1999/2000, invece, gli aquilotti lasciarono purtroppo sul campo l’intera posta in palio. Il Trapani vinse di misura con gol di Pittana.

L’ultimo precedente risale al campionato di Serie D del 2002/2003. La Cavese di Mario Somma prevalse con un netto 4-1. Dopo il fulmineo vantaggio del Trapani, la Cavese andò in gol per quattro volte con Dos Santos, Mangiapane, Di Matteo e D’Aniello. Il brasiliano William Dos Santos fu il grande mattatore di quella partita e di quel campionato con i suoi dribbling ubriacanti e giocate di alta scuola. Sembrava un giocatore assolutamente fuori dal panorama della Serie D per le sue qualità. Peccato che rimase a Cava de Tirreni in una sola ed indimenticabile stagione.

Vincenzo Paliotto

Benedetto Mangiapane

Donato Amato

Riccardo Pecchi

Ennio Mastalli

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