CODICE DI CONDOTTA E SISTEMA DI GRADIMENTO

CODICE DI CONDOTTA E SISTEMA DI GRADIMENTO CAVESE 1919 SRL

 

ll Codice Etico della Cavese 1919 srl è un documento approvato dal Consiglio di Amministrazione del Club in cui sono indicati l’insieme dei valori e dei principi di condotta rilevanti per la Società. Le norme contenute sono vincolanti per tutto il personale e per coloro che operano per e con la Società. La violazione del Codice Etico costituirà inadempimento da parte dell’autore di detta violazione.

 

1. INTRODUZIONE

Il presente Codice Etico, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società è parte integrante e sostanziale del Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/01 della Società. Esso contiene i valori generali di natura etica che, insieme alle prescrizioni legali, regolamentari e contrattuali, rappresentano le indicazioni che si devono declinare nei principi comportamentali e nei protocolli di controllo presentati nelle Parti Speciali del Modello.

La Società riconosce che l’osservanza di principi di comportamento basati su valori etici sia di fondamentale importanza per la propria crescita sportiva, economica e reputazionale.

La Società crede nell’importanza della funzione sociale dello sport in generale ed in particolare del gioco del calcio, quale strumento di formazione, educazione, integrazione e aggregazione dei singoli individui. Nello svolgimento delle attività della società, la stessa riconosce e diffonde i valori che permeano le normative promanate dalle istituzioni dell’ordinamento sportivo quali CONI, FIGC, FIFA e UEFA.

La Società si propone di costituire un esempio di lealtà, correttezza e probità nel mondo del calcio, pertanto ripone il massimo impegno nella tutela e nello sviluppo della propria immagine e reputazione – ad esempio attraverso la promozione e la partecipazione ad iniziative di solidarietà, formazione ed integrazione sociale – e richiede altrettanto alle proprie risorse.

Consapevole dell’importanza che la condotta dei calciatori, degli allenatori, degli accompagnatori, dei dirigenti e, più in generale di tutto il personale detiene nel perfezionamento della propria immagine, la Società richiede che tali soggetti mantengano in ogni occasione un contegno eticamente e professionalmente ineccepibile. Per contro si impegna a garantire il pieno rispetto della personalità e della professionalità dei propri collaboratori e alla valorizzazione degli stessi nell’organizzazione e nello svolgimento delle proprie attività, favorendo un clima di rispetto reciproco e rifiutando qualsiasi comportamento potenzialmente lesivo della dignità dei singoli individui.

I calciatori professionisti rappresentano il volto pubblico della Cavese 1919 srl e pertanto gli stessi devono collaborare alla diffusione dei valori cui la stessa si ispira. Essi rappresentano un modello per le nuove generazioni e sono esposti all’opinione pubblica e si impegnano al rispetto e alla diffusione dei valori profusi dalla società con il loro

comportamento indefettibile dentro e fuori dal campo di gioco. Ciò comporta che tutte le dichiarazioni rilasciate – sia nel corso di interviste ufficiali agli organi di stampa che a titolo privato tramite i propri profili sui diversi social network – debbano essere ben ponderate e tenere in considerazione l’impatto che possono produrre sui sostenitori e, in generale, sul pubblico.

Gli stessi calciatori rappresentano altresì il punto di riferimento e di ispirazione per i giovani che si approcciano al mondo del calcio e per gli stessi devono offrire un esempio da seguire moralmente e umanamente ineccepibile.

La Società, consapevole che la crescita dei propri calciatori rappresenti soprattutto un fondamentale strumento di educazione e di formazione degli stessi ed altresì una preziosa risorsa, presta particolare attenzione alla corretta gestione ed organizzazione del settore giovanile, avendo particolare riguardo al rispetto degli obblighi morali ed educativi degli allenatori, dei preparatori e di tutti i soggetti coinvolti in attività che prevedano il contatto e la prossimità con i giovani calciatori.
L’attività calcistica del settore giovanile è organizzata in modo tale da garantire che le strutture adibite e il personale preposto allo svolgimento delle attività, agonistiche e non, siano idonei alle esigenze tipiche dell’età dei giovani calciatori.

In particolare la Società educa i giovani calciatori ai valori dell’amicizia e del rispetto reciproco, nei confronti sia dei compagni che degli avversari, promuovendo il fair play che rappresenta un valore fondamentale ed imprescindibile cui deve ispirarsi l’attività agonistica di tutte le rappresentative della Società.

La Società assicura che lo svolgimento delle attività agonistiche avvenga nel rispetto delle regole, rifiutando ogni qualsivoglia comportamento che possa potenzialmente alterare e modificare il normale svolgimento della competizione e la regolarità del risultato, e ad ogni modo ricusare ogni tipologia di scommessa ad esso interconnessa.

La società assicura, inoltre, la predisposizione di adeguate misure volte a prevenire che i calciatori, i dirigenti e tutti gli altri tesserati della società possano effettuare scommesse on line e/o praticare qualsivoglia tipologia di gioco d’azzardo quali poker, slot machine, ecc..

La Società si impegna attivamente nella lotta contro il doping e nel contrasto di qualsiasi forma di violenza fisica e verbale, sfruttamento, abusi e molestie. La Società si impegna pertanto a contrastare ogni discriminazione basata su diversità personali o culturali o fondata sul sesso, sulla razza, sulla religione, sugli orientamenti sessuali e di

pensiero. Sono inoltre fortemente condannate tutte le esternazioni che costituiscano forme di discriminazione territoriale o etnica.

La Società condanna ogni forma di violenza, dentro e fuori il campo da gioco.
I calciatori, appartenenti o meno al settore professionistico, devono mostrare rispetto per l’avversario e per le regole, evitando simulazioni di falli o provocazioni nei confronti degli avversari.
Il principio della non violenza e della lotta ai comportamenti discriminatori deve essere condiviso e diffuso anche nei rapporti con i propri tifosi. Pertanto i calciatori, gli allenatori ed i dirigenti sono tenuti ad evitare ogni qualsivoglia incitamento al compimento di atti violenti e o aggressivi ed a promuovere un tifo sano e privo di connotazioni discriminatorie o, comunque, offensive nei confronti dei giocatori o dei tifosi avversari.

Per tali motivazioni la Società è attivamente impegnata nella promozione di eventi ed iniziative contro la violenza e la discriminazione attraverso l’organizzazione di attività, interventi ed incontri pubblici con i calciatori professionisti, i dirigenti, i tecnici sportivi volti alla sensibilizzazione dei propri tifosi e dell’opinione pubblica in genere.

La Società è inoltre presente sul territorio con iniziative volte alla prevenzione degli abusi di alcool, droghe e farmaci dopanti, in particolar modo per i casi in cui l’impiego degli stessi avvenga per migliorare le prestazioni in ambito sportivo.

La Società si impegna a rispettare le normative e i provvedimenti emanati dal CONI dalla FIGC dalla FIFA e dalla UEFA e dai loro organismi e a diffondere una cultura societaria ispirata ai principi di correttezza e buona fede nelle attività agonistiche e nei rapporti con i soggetti esterni. Per garantire ciò risulta fondamentale la costruzione di un sistema di controllo interno che preveda il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali allo scopo di assicurare il rispetto delle norme e delle procedure aziendali.

Il Codice Etico (di seguito anche il “Codice”) è stato elaborato al fine di tradurre i valori etici in principi di comportamento, che i Destinatari dello stesso sono tenuti a seguire nella conduzione degli affari e delle proprie attività.

I principi etici di comportamento, contenuti all’interno del presente documento, caratterizzano pertanto l’attività della Società e guidano l’organizzazione aziendale, nel senso di dare un’indicazione programmatica a natura vincolante.

In coerenza con quanto previsto dalle Linee Guida di Confindustria, la scelta adottata dalla Società è stata quella di affiancare a valori etici di portata più ampia e generali, un insieme di principi etici che meglio rispondano alle specifiche prescrizioni contenute nel D. Lgs. 231/2001 e nell’art. 7, comma 5, dello Satuto della FIGC.

Il Codice Etico è dunque strutturato in una prima parte contenente i valori etici generali e fondamentali, seguita dai principi etici di comportamento relativi ai singoli interessi che la Società si impegna a tutelare.

2. I DESTINATARI DEL CODICE ETICO

Sono destinatari (di seguito i “Destinatari”) del Codice Etico della Società e si impegnano al rispetto del contenuto dello stesso:

• gli amministratori e i dirigenti della Società (cosiddetti soggetti apicali);
• i dipendenti e i tesserati (cosiddetti soggetti interni sottoposti ad altrui direzione);

In forza di specifica accettazione o in forza di apposite clausole contrattuali possono essere destinatari di specifici obblighi per il rispetto del contenuto del Codice Etico i seguenti soggetti esterni (di seguito i “Soggetti Esterni”):

• i procuratori sportivi dei calciatori;
• i collaboratori, i consulenti e in generale i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo;
• i fornitori e i partner (anche sottoforma di associazione temporanea di imprese, comprese le società di somministrazione di lavoro nonché di joint-venture);

nella misura in cui essi operino per conto o nell’interesse della Società nell’ambito delle aree di attività individuate come sensibili all’interno del Modello di Organizzazione, gestione e controllo.

Il rispetto dei principi contenuti all’interno del Codice Etico è un dovere morale dei Destinatari al fine di perseguire gli obiettivi aziendali secondo i valori fondamentali dell’integrità, della trasparenza, della legalità, dell’imparzialità e della prudenza, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed internazionale.

In particolare, agli stessi Destinatari viene chiesto di:

• conformare i propri comportamenti a quanto previsto nel Codice Etico;
• informare immediatamente l’Organismo di Vigilanza di eventuali violazioni dei principi etici di comportamento, non appena essi ne vengano a conoscenza;
• richiedere, qualora siano necessarie, interpretazioni o chiarimenti sui principi etici di comportamento definiti di seguito.

3. I VALORI ETICI GENERALI E FONDAMENTALI

Nel raggiungimento dei propri obiettivi, la Società riconosce i seguenti valori etici generali e fondamentali, vincolanti per i Destinatari:

• Integrità: le attività sono gestite in maniera professionale e responsabile, al fine di dirimere le situazioni in cui possono manifestarsi potenziali conflitti, assicurando che i comportamenti siano caratterizzati da onestà, moralità e correttezza e come tali siano percepiti. Per questo motivo, ad esempio, i calciatori sono chiamati a mantenere un comportamento ineccepibile, dentro e fuori dal campo, e devono evitare simulazioni di falli di gioco o infortuni che possano trarre in inganno l’arbitro o i suoi collaboratori;
• Trasparenza: nei rapporti interni ed esterni alla Società che si intrattengono con
i diversi interlocutori è garantito l’impegno a fornire informazioni chiare, complete, tempestive e veritiere sulla società e sulle attività sportive e non svolte dalla stessa. Per questo motivo, ad esempio, anche al di fuori delle ipotesi in cui l’ordinamento federale imponga l’obbligo di denuncia, i calciatori professionisti sono chiamati a riferire al Team Manager eventuali richieste anomale di cui siano stati destinatari;
• Legalità: i comportamenti sono vincolati, nella fase di decisione e di attuazione,
nel pieno rispetto delle procedure interne, di tutte le norme vigenti, nazionali ed internazionali, nonché della regolamentazione definita dalle Autorità di Vigilanza; i comportamenti dei destinatari devono inoltre ispirarsi alle normative emanate dalle istituzioni sportive nazionali ed internazionali. Per questo motivo, ad esempio, i calciatori sono tenuti a conformare il proprio comportamento alle regole di gioco e alle decisioni e ai provvedimenti dell’arbitro;
• Imparzialità: le decisioni e i comportamenti sono attuati nel pieno rispetto delle
caratteristiche personali di ognuno, incentivando e premiando l’integrità ed il senso di responsabilità, rispettando le diversità e ripudiando ogni possibile discriminazione in base ad età, stato di salute, sesso, religione, razza, opinioni politiche e culturali, nonché condizione personale o sociale. Per questo motivo, i calciatori, dentro e fuori il campo di gioco, devono mantenere un contegno responsabile, tollerante e rispettoso sia nei confronti dei compagni che degli avversari, indipendentemente dall’origine etnica o territoriale degli stessi;
• Prudenza: le attività sono gestite con piena consapevolezza dei rischi e con
l’obiettivo di una sana gestione degli stessi; ciò si concretizza in comportamenti prudenti, soprattutto quando dalle proprie azioni e decisioni possa risultare un danno alle persone e alle cose; in particolare la società presta particolare attenzione alla gestione dei rischi inerenti il settore giovanile, volte alla

formazione e alla continua crescita e maturazione dei giovani calciatori. Per questo motivo, ad esempio, i calciatori professionisti sono tenuti ad evitare ogni parola, gesto o esultanza che possa, anche solo potenzialmente, costituire un segno di incitamento della tifoseria, propria o avversaria, al compimento di atti violenti o discriminatori;
• Lealtà: le decisioni e i comportamenti sono attuati tenendo conto dei propri
doveri e degli impegni assunti, assicurando fedeltà alle istituzioni e ai loro rappresentanti e uniformando la propria condotta ai principi e ai valori che devono ispirare l’attività sportiva e tutte le attività ad essa correlate. Per questo motivo, ad esempio, i calciatori professionisti sono chiamati ad evitare esternazioni che possano essere ritenute offensive o comunque lesive della dignità e del decoro delle istituzioni sportive e dei loro singoli esponenti;
• Correttezza: le decisioni e i comportamenti tendono al raggiungimento dei più
elevati standard etici e morali, e sono attuati in modo tale da non discostarsi dalle regole e dagli usi dell’ordinamento sportivo, mantenendo sempre un contegno educato e riguardoso delle persone, delle istituzioni e delle indicazioni dalle stesse promananti. Per questo motivo, ad esempio, i calciatori sono tenuti al rigoroso rispetto del c.d. fair play e, a prescindere dalla posizione in classifica e dal raggiungimento degli obiettivi, devono comunque garantire il massimo impegno in ogni gara e/o competizione;
• Probità:le attività sono gestite con onestà, operando secondo la logica della
rettitudine morale e della propria integrità; in particolare le decisioni ed i comportamenti non subiscono condizionamenti esterni e rispecchiano la volontà e l’intenzione del soggetto agente. Ad esempio, per questo motivo, i calciatori professionisti contribuiscono con la propria immagine a promuovere iniziative volte alla sensibilizzazione dei tifosi e dell’opinione pubblica e alla diffusione dei valori etici e morali che ispirano l’attività della Società.

In nessun caso il perseguimento dell’interesse o del vantaggio della Società può giustificare una condotta non etica oppure non onesta, ovvero illecita.

4. I PRINCIPI ETICI DI COMPORTAMENTO

Nel raggiungimento dei propri obiettivi, la Società riconosce come vincolanti per i Destinatari, i seguenti principi etici di comportamento suddivisi in base alla tipologia di interesse che gli stessi intendono tutelare.

4.1. PRINCIPI A TUTELA DEL GIUOCO DEL CALCIO E DELL’ORDINAMENTO SPORTIVO

I Destinatari, ciascuno in ragione del proprio ruolo e responsabilità, devono:

• contrastare i fenomeni di violazione ed inosservanza dei precetti comportamentali previsti e sanzionati dal Codice di Giustizia Sportiva, e dalle normative in materia di FIGC e UEFA1;
• promuovere la gestione e l’organizzazione degli eventi sportivi, anche in
relazione alle norme sull’ordine e sulla sicurezza degli impanti sportivi e degli spazi adiacenti allo stesso2;
• assicurare e garantire il corretto svolgimento dell’incontro sportivo, sia in ordine
ai comportamenti dei tifosi e dei soci del Club, sia in relazione alla genuinità dei risultati e delle condizioni fisiche degli atleti, dei calciatori professionisti e non e dei tecnici sportivi3;
• contrastare, impedire ed arginare i fenomeni inerenti l’effettuazione di
scommesse aventi ad oggetto i risultati delle competizioni sportive, sia calcistiche che non4;

1 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i comportamenti illeciti previsti dal Codice di Giustizia Sportiva come presupposto di responsabilità diretta, oggettiva o presunta a carico delle società sportive.

2 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i comportamenti illeciti previsti dal Codice di Giustizia Sportiva come presupposto di responsabilità diretta, oggettiva o presunta a carico delle società sportive.
3 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i comportamenti illeciti previsti dal Codice di Giustizia Sportiva come presupposto di responsabilità diretta, oggettiva o presunta a carico delle società sportive.
4 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i comportamenti illeciti previsti dal Codice di

• contrastare ed assicurare la prevenzione dell’utilizzo di sostanze dopanti, dell’uso prolungato e dell’abuso di farmaci e medicazioni che possa comportare assuefazione o generare malattie professionali5;
• assicurare e promuovere comportamenti corretti, trasparenti e collaborativi nei
rapporti con gli organi inquirenti e con l’autorità giudiziaria sportiva6.

5 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001.
6 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i comportamenti illeciti previsti dal Codice di

4.2. PRINCIPI A TUTELA DELL’INDIVIDUO

I Destinatari, ciascuno in ragione del proprio ruolo e responsabilità, devono:

• assicurare e promuovere la tutela della salute e dell’integrità fisica delle persone, in quanto beni fondamentali dell’individuo7;
• impegnarsi a fornire un posto di lavoro salutare e sicuro ai propri dipendenti,
allenatori, calciatori professionistie non, personale sanitario e parasanitario, clienti, fornitori, collaboratori e a chiunque sia presente negli uffici e negli impianti sportivi di pertinenza della Società, con particolare cura nella prevenzione degli incidenti, delle malattie professionali e nella minimizzazione dei rischi8;
• ricercare il miglioramento continuo delle prestazioni di sicurezza e salute,
stabilendo obiettivi e traguardi periodicamente riesaminati, mirati in particolare alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali9;
• impegnarsi a rispettare la legislazione ed i regolamenti vigenti in materia di
salute e sicurezza sul lavoro, le prescrizioni e gli accordi volontari sottoscritti, cooperando con le istituzioni, gli enti territoriali e le organizzazioni industriali10;
• assicurare e promuovere la tutela della libertà individuale e della dignità umana,
come beni fondamentali attraverso i quali si estrinseca la personalità umana11;
• contrastare e reprimere il verificarsi di fenomeni discriminatori in ambito sportivo e lavorativo che possano dare origine a gravi stati d’ansia e altre patologie correlate allo stress12;
• assicurare e promuovere il responsabile e rispettoso sviluppo delle singole personalità dei giovani calciatori, contribuendo a creare uno spirito di gruppo in modo da educare i calciatori ad apprendere le regole di vita comune nel rispetto reciproco e in autonomia nella gestione delle singole attività quotidiane13;

7 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-quater.1 del D.Lgs. 231/2001.
8 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001. 9 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001. 10 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001.
11 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-quinquies del D.Lgs. 231/2001.
12 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001.

• rifiutare e impegnarsi a contrastare il lavoro e lo sfruttamento minorile, garantendo adeguato sostegno educativo e psicologico dei giovani calciatori partecipanti alle competizioni e alle altre attività sportive14.

4.3. PRINCIPI A TUTELA DELLA COLLETTIVITÀ

I Destinatari, ciascuno in ragione del proprio ruolo e responsabilità, devono:

• assicurare e promuovere la tutela dell’ambiente, come bene fondamentale per la collettività, attraverso il continuo miglioramento e la continua ricerca di modalità operative ecosostenibili15;
• contrastare i fenomeni di lavoro sommerso e immigrazione irregolare, favorendo
l’integrazione e la formazione dei lavoratori stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno16;
• contrastare i fenomeni di immigrazione clandestina, assicurando il rispetto del
regolare procedimento amministrativo finalizzato al rilascio del permesso di soggiorno17;
• assicurare adeguata prevenzione del rischio di infiltrazione criminale e
promuovere l’adozione di modalità di valutazione dell’affidabilità dei diversi soggetti (persone fisiche od enti) che hanno rapporti con la Società18;
• assicurare adeguata prevenzione del rischio di infiltrazione criminale finalizzata
allo spaccio di sostanze stupefacenti o dopanti, anche attraverso un’attenta valutazione sull’affidabilità dei fornitori di medicinali e dei soggetti incaricati all’approvvigionamento della farmacia della Società19;
• rifiutare e impegnarsi a contrastare la diffusione di idee e il compimento di
azioni volte allo spargimento del terrore o al sovvertimento dell’ordine democratico costituzionale20.

4.4. PRINCIPI A TUTELA DEI RAPPORTI ECONOMICI

I Destinatari, ciascuno in ragione del proprio ruolo e responsabilità, devono:

15 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001.

16 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-duodecies del D.Lgs. 231/2001
17 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui alla L. 146/2006.
18 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 24-ter del D.Lgs. 231/2001.
19 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 24-ter del D.Lgs. 231/2001.
20 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-quater del D.Lgs. 231/2001.

• assicurare l’adeguatezza e l’efficacia del sistema amministrativo – contabile, di ausilio a predisporre e rendere noti dati economici, patrimoniali e finanziari accurati e completi, finalizzati ad una rappresentazione chiara, veritiera e corretta dei fatti inerenti la gestione della Società e del Gruppo di cui la stessa fa parte21;
• promuovere l’istituzione e l’utilizzo di idonei strumenti per identificare,
prevenire e gestire i rischi relativi all’informativa finanziaria, nonché le frodi e i comportamenti scorretti22;
• promuovere ed assicurare il rispetto dei principi di libera concorrenza e di
corretto andamento del mercato nella selezione delle controparti contrattuali, nella contrattazione e nella conclusione di operazioni commerciali e di accordi contrattuali23;
• promuovere l’esercizio delle pratiche commerciali secondo i principi di buona
fede, correttezza e lealtà, tutelando la fiducia riposta nella Società dalle controparti contrattuali e dai consumatori24;
• assicurare e promuovere la necessaria confidenzialità delle informazioni
regolamentate relative ad emittenti quotati cui si sia eventualmente avuto legittimo accesso, nonché l’utilizzo delle stesse per le sole finalità consentite25;
• assicurare adeguata tracciabilità ai flussi finanziari, nel pieno e diligente rispetto
della normativa a prevenzione dei fenomeni di riciclaggio26;
• assicurare adeguata collaborazione alle autorità competenti nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione dei fenomeni concernenti la contraffazione e la falsificazione di banconote, monete e qualsiasi altro mezzo di pagamento27.

4.5. PRINCIPI A TUTELA DEL PATRIMONIO AZIENDALE

I Destinatari, ciascuno in ragione del proprio ruolo e responsabilità, devono:

21 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-ter del D.Lgs. 231/2001. 22 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-ter del D.Lgs. 231/2001. 23 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-ter del D.Lgs. 231/2001. 24 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-bis.1 del D.Lgs. 231/2001.
25 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-sexies del D.Lgs. 231/2001. 26 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-octies del D.Lgs. 231/2001. 27 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-bis del D.Lgs. 231/2001.

• assicurare e promuovere l’integrità e la salvaguardia dei dati e delle informazioni, garantendo privilegi individuali di accesso ai dati e alle informazioni coerenti al ruolo e alle responsabilità di ciascuno28;
• promuovere il corretto utilizzo delle opere dell’ingegno di carattere creativo,
nonché dei programmi per elaboratore e le banche dati29.

4.6. PRINCIPI A TUTELA DELLO STATO E DELLE PUBBLICHE AUTORITÀ

I Destinatari, ciascuno in ragione del proprio ruolo e responsabilità, devono:

• assicurare e promuovere la tutela dei valori democratici ed il rispetto dello Stato, della Costituzione e delle Istituzioni Pubbliche come valori fondamentali del nostro ordinamento30;
• rispettare, in ogni rapporto attivato, la regolarità dei procedimenti amministrativi
e il buon funzionamento delle attività della Pubblica Amministrazione, con formale e sostanziale rispetto degli interessi patrimoniali della stessa31;
• assicurare e consentire, attraverso i propri comportamenti, che le attività nelle
quali è previsto un coinvolgimento della Pubblica Amministrazione si svolgano nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge, evitando ogni pressione esterna che possa portare a favoritismi, discriminazioni o atti arbitrari nell’attuazione dell’interesse pubblico, in modo tale da garantire la fedeltà della Pubblica Amministrazione alla funzione e allo scopo che le sono stati assegnati dalla legge, senza deviarne o alternarne l’imparzialità32;
• assicurare e promuovere comportamenti corretti, trasparenti e collaborativi nei
rapporti con gli organi di polizia giudiziaria e con l’autorità giudiziaria inquirente e giudicante33.

28 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 24-bis del D.Lgs. 231/2001.
29 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-nonies del D.Lgs. 231/2001. 30 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-quater del D.Lgs. 231/2001. 31 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui agli artt. 24 e 25 del D.Lgs. 231/2001. 32 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui agli artt. 24 e 25 del D.Lgs. 231/2001.
33 Il principio in esame è volto, tra l’altro, a prevenire i reati di cui all’art. 25-decies del D.Lgs. 231/2001 e alla L. 146/2006.

5. IL SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO

Alle violazioni del Codice Etico si applicano le prescrizioni previste nel sistema disciplinare e sanzionario presentato nella Parte Generale del Modello di organizzazione, gestione e controllo adottato ai sensi del D. Lgs. 231/01 dalla Società, a prescindere dall’avvio o dall’esito di un eventuale procedimento penale.

6. L’ADOZIONE E DIFFUSIONE DEL CODICE ETICO

Il Codice Etico è adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione della Società.

Ogni aggiornamento sarà adottato con successiva delibera del Consiglio di Amministrazione, anche eventualmente su proposta dell’Organismo di Vigilanza, che si dovesse rendere necessaria in conseguenza di:

• significative violazioni delle prescrizioni del Modello adottato;
• significative modificazioni dell’assetto organizzativo della Società, ovvero delle modalità di svolgimento delle attività aziendali;
• modifiche normative, in primis a seguito di integrazione legislativa del numerus clausus dei reati presupposti.

È responsabilità del Consiglio di Amministrazione assicurarsi che i principi contenuti all’interno del Codice Etico siano comunicati a tutti i Destinatari e siano da questi compresi e rispettati.

I Destinatari sono tenuti a leggere e ad assicurare la piena comprensione del contenuto del Codice Etico. In particolare gli amministratori e i dirigenti della Società hanno la responsabilità di creare una cultura che trovi fondamento nei principi contenuti all’interno del Codice Etico, promuovendo la consapevolezza e incoraggiando l’impegno verso gli stessi.

Consapevole dell’importanza morale rivestita dal presente Codice Etico, Cavese 1919 srl intende rendere pubblici e accessibili a tutti i propri valori e principi ispiratori. A tale scopo, il Codice Etico è consultabile sul sito ufficiale della Società: www.cavese1919.it

 

Recapiti Societari

CAVESE 1919 SRL

Via Ugo Foscolo 1 –  84013 Cava de’ Tirreni

PEC: cavese 1919pec@legalmail.it

SLO: slo@cavese1919.it

Telefono: 339 1809019

Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito internet ufficiale della Società  www.cavese1919.it