IL RICORDO DI CATELLO CON UNA LETTERA DELLA FAMIGLIA

Oggi, 16 aprile 2020, 14 anni fa, un’incidente di cui, ancora oggi, nonostante tutti gli sforzi, per delinearne la dinamica, non ci sono riuscito.
Solo tu sai……

Oggi, un giorno prima o dopo, avremmo dovuto, a Cava, ricordarti con una cerimonia religiosa che gli “gli Ultras” e tifosi tutti, di questa bellissima e ridente cittadina della Valle Metelliana, hanno sempre saputo organizzare, mai dimenticandosi, con sapienza, maestria, delicatezza e sfogo d’affetto.

Quest’anno, purtroppo, non è stato possibile. In questi giorni difficili per tutta l’Italia nei quali si cerca di far fronte a nuove abitudini che ci vedono chiusi in casa, che ci vedono preoccupati per noi stessi, per i nostri cari, per tutti, nulla ci impedisce di pensare al “LEONE” che, come dicevo in premessa oggi compie 14 anni dalla sua dipartita (o morte, che forse è la parola che dà l’esatta dimensione della perdita). Ciò detto, in assenza di un luogo dove riunirci per esprimere tutta la mia gratitudine, ho sentito il bisogno di scrivere, mi viene più facile del parlare, questo mio pensiero, probabilmente nel tentativo di lasciarvi un’ulteriore segno, un ricordo, una traccia che dica la riconoscenza per come avete amato, voluto bene Catello che auspico durerà nel tempo (ma su questo non ho dubbi).

L’ empatia è il tratto che vi distingue, sembra sia il bandolo da dove parte tutta la matassa.
Siete dei tifosi, “un popolo” e sottolineo “popolo” la cui unica identità è legata alla storia del team, alla natura propria, anche culturale oltre che sportiva della compagine. Ne stiamo parlando ancora di Catello, perchè? Perchè state tramandando da padre in figlio la sua storia.

Dicono che il passato sia storia e verità e col tempo si sbiadisce. No, io non voglio (e voi rafforzate il mio pensiero) cancellare il passato perchè, nel bene e nel male, mi ha reso quello che sono oggi, anzi vi devo ringraziare perchè mi avete fatto scoprire i lati che di Catello non conoscevo.

Non ci separeremo mai dal “LEONE”, lo può fare una porta, un balcone, una strada ma niente e nessuno potrà separare i cuori.
Ora mi sia consentito di rivolgere un pensiero, anzi di parlare con mio figlio al quale voglio fare arrivare questi miei sentimenti:
Penso che il mio essere è unito a te come il tuo a me…
Ho condiviso tutto della tua vita (salvo qualche eccezione)….
Ti sono stato vicino nei momenti felici per gioire con te, come lo sono stato in quelli difficili per sostenerti….
Con me porto l’amore che nutrivi nei miei confronti. Lo stesso amore che cerco di indirizzarti ogni giorno, lasciando numerosi segni. Sono con te anche se non ti vedo, donandoti, ogni giorno, un pensiero.
A volte trovo un attimo di silenzio, tutto per me, e mi sento più forte e vicino a te.
Sono certo che ogni mia richiesta, fatta col cuore, non resterà inascoltata.
Il nostro cammino continua…..
A N D I A M O
TT.VV.BB. Mamma e Papà (ė da intendersi che questo mio scritto va letto al plurale).

Grazie a tutti i tifosi (Gli Ultras che sono l’anima di questo grande scenario) e al popolo cavese che portiamo nel cuore.

Grazie alla Società e tutti i calciatori che comunque sono il motore che mi proietta in avanti, distraendomi da pensieri assillanti.

Grazie x la quattordicesima volta….a seguire, solo Iddio sa.

Giuseppe e Maria Mari

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